Numero 8 - Anno I
Sabato, 03 Dicembre 2011
Direttore Alessandra Verzera
Il Sommelier: chi è costui? PDF Stampa E-mail

Intriso di storia, modellato alle tecnologie di oggi, il mondo del vino è in rapida evoluzione e affascina parecchio, riuscendo a catturare l’interesse di un pubblico sempre più eterogeneo, compreso chi gli si avvicina con curiosità, ma anche con scetticismo. Clienti sempre più preparati o degustatori della domenica sono sempre più bramosi di conoscere la poliedricità della realtà che circonda il vino (M.Ma.)

E chi ha il compito di essere all’altezza di soddisfare queste esigenze è il sommelier. Ma chi è un Sommelier? Il termine, di chiaro stampo francese, deriva dal provenzale saumalier. Il significato era conducente di bestie da soma, poi variato in addetto ai viveri e poi cantiniere.

Fino a pochi anni fa era solo l’esperto in tecniche di servizio da espletare in un ristorante. Oggi, invece, svolge svariati compiti, così come svariati possono essere gli ambienti di lavoro. I nuovi wine-bar, la nascita di enoteche, gli spazi nella grande distribuzione forniscono oggi nuovi palcoscenici in cui il sommelier può svolgere la sua professione con competenza e serietà.

 

Il mondo del vino si evolve e la sua preparazione deve seguire gli aggiornamenti. Non più le sole analisi visiva, olfattiva e gusto-olfattiva, ma vino a tutto tondo. Conoscenze ed esperienza gli sono fondamentali anche nell’implementare l’organizzazione della cantina, nel rinnovo di una carta dei vini, nell’ordine per gli scaffali della Gdo, nei consigli per i giusti abbinamenti alle preparazioni dello chef. Il sommelier , però,non serve mai l’acqua: quel compito è riservato esclusivamente ai camerieri. Le doti di un Sommelier? Umanità, professionalità, cultura e tecnica sopra ogni cosa.

Educazione e gentilezza – è vero - dovrebbero  appartenere un po’ a tutti noi, ma il sommelier deve proprio ostentarle assieme ad un’ottima dialettica e chiarezza espositiva. Poi misurata eleganza e nessun accenno a teatralità e protagonismi ne connotano l’atteggiamento e il modo di essere. È necessario che sappia esprimersi chiaramente, oltre che nella sua lingua madre, anche in inglese e possibilmente in francese, lingua internazionale del vino. Diventa un plus, poi, lo svolgere frequentemente viaggi-studio all’estero, il partecipare a tour enogastronomici, a seminari di approfondimento. Il desiderio di aggiornamento, insomma, deve animare frequentemente la vita di un sommelier e rinnovarsi per lui è quasi un obbligo morale. Non può mancare una buona cultura generale, poiché in ambienti di grande prestigio si può sempre venira in contatto con persone di tutti i livelli culturali. Conoscere, quindi, bene tutte le nozioni di viticultura, di enologia, dei sistemi di produzione di tutte le tipologie dei vini, le tecniche di degustazione e di abbinamento cibo-vino, il servizio e la comunicazione.

Le conoscenze teoriche, però, potrebbero non bastare. Dinamismo, praticità, efficienza nel servizio e soprattutto puntualità ed autocontrollo sono doti inestimabili che impreziosiscono la figura del sommelier, che ne fanno la differenza e che lo rendono singolare nel contesto del suo universo.

 

Marcello Malta - Membro AIS -


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Clima impazzito e forti piogge. Ma la vendemmia 2011 sarà ottima.

Seppur con un'annata con sbalzi di temperatura e livelli di piovosità elevati l’andamento di questa vendemmia si sta orientando verso un risultato che, se settembre decorrerà nel migliore dei modi, non esclude la possibilità di firmare un millesimo di alto livello in quasi tutte le regioni italiane ( Fonte: Italia a tavola)


Mamertino, il vino dell’Imperatore oggi caduto nell’oblio.

Conosciuto sin dai tempi dei Romani, è uno dei più antichi della storia. Dal 2004 è stata riconosciuta la Doc. Eppure questo vino dai natali illustri è, immeritatamente, poco conosciuto all’estero. La zona in cui nasce il Mamertino Doc si trova nel lembo nord-orientale della Sicilia. (Fonte: Italia a tavola)


Nasce Euvite

Cinque aziende calabresi, in rappresentanza di cinque diversi terrori regionali, hanno dato vita ad Euvite, un'associazione per dare una voce forte alla necessita' di divulgare la conoscenza del patrimonio viti-enologico calabrese.
Euvite rappresenta le aziende Librandi di Ciro' Marina; Statti di Lamezia Terme; Serracavallo di Cosenza; Malaspina di Melito Porto Salvo ed I Poderi Marini di San Demetrio Corone.


VINEXPO. La Sicilia del vino di qualità alla Biennale di Bordeaux

Sono 27 le cantine siciliane che, sotto la guida dell’IRVV, parteciperanno al Vinexpo di Bordeaux.
Più di 350 vini in degustazione, 16 vitigni rappresentati tra autoctoni e internazionali, costituiscono per la delegazione del vino siciliano a Bordeaux un primato mai eguagliato in precedenza. Protagoniste le cultivar dell’isola: Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Grillo, Inzolia, Catarratto, Carricante, Moscato di Noto, Moscato di Siracusa, Zibibbo, Malvasia delle Lipari.


Per la Sicilia del vino l'obiettivo è l'export

Brasile, India e Norvegia fra le tappe scelte dall’Istituto regionale della vite e del vino per la campagna 2012. Le aziende vitivinicole siciliane interessate a partecipare e a far conoscere i propri vini all'estero, hanno tempo fino al 30 settembre per produrre la domanda di adesione all’Irvv
Source: Feed di Italia a Tavola


Vino: vendemmia verso minimo storico

42 milioni ettolitri, Francia ci sorpassa con 49
La vendemmia scivola sotto i 43 milioni di ettolitri e rischia di segnare un minimo storico. Dal 1957 solo una volta la produzione di vino è scesa così in basso, nel 2007. Le previsioni dell'Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e dell'Uvi (Unione italiana vini) vedono l'Italia in calo del 10% a 42,260 milioni di ettolitri di nuovo dietro alla Francia che con un aumento dell'8% si consacra primo produttore al mondo con 49 milioni di ettolitri.


Stime produzione 2001. Sicilia -20%

Anche quella di quest’anno non sembra una vendemmia particolarmente abbondante per i viticoltori siciliani. E questo non dipende solo dalle estirpazioni con premio, dagli abbandoni e dalla vendemmia verde, il cui peso peraltro è piuttosto rilevante. A contenere i volumi ci ha pensato anche il meteo, i problemi climatici veri sono venuti con le temperature torride di agosto e con la mancanza di piogge. Le stime fatte fino a questo momento, comunque, potrebbero ulteriormente volgere al negativo se dovesse perdurare il caldo e la siccità.


Vino: l'aumento delle temperature ne cambia le caratteristiche

L'aumento delle temperature climatiche “spinge? i vigneti verso nord. Ciò crea nuove prospettive per zone vocate come, ad esempio, quelle dell'Etna. In quelle zone, infatti, si stanno impiantando vigneti sopra i mille metri. Secondo Attilio Scienza, però, le grandi problematiche enologiche del futuro non sono legate alla temperatura: "I cambiamenti climatici ci sono sempre stati. Il vero problema è la gestione dell'acqua".



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 Gaetano Scialabba