Numero 6 - Anno I
Giovedì, 19 Aprile 2012
Direttore Alessandra Verzera
Toscana in festa, l’olio Seggiano è Dop PDF Stampa E-mail

La denominazione di origine protetta dedicata agli oli dell’Amiata, ottenuti dalla molitura di olive Olivastra Seggianese, è entrata ufficialmente nel novero dei grandi extravergini con attestazione di origine. Gli oli a marchio Seggiano rappresentano una Dop esclusiva e unica, sia perché limitata a soli otto comuni della provincia di Grosseto, sia perché sono ricavati da una varietà dai tratti distintivi così peculiari da non essere ripoducibili altrove

 

Obiettivo raggiunto. La Dop dell’olio extravergine di oliva “Seggiano? non è più in regime transitorio, ma vanta ormai l’ufficializzazione piena. Tutti i passaggi previsti sono stati compiuti. È stato fatto un lavoro intenso, frutto di tanti anni di dedizione e ricerca, spesi con l’obiettivo di preservare la forte anima identitaria di un olio evo non riproducibile altrove in quanto tale. Sta proprio qui il punto di forza di una denominazione di origine protetta che comprende un’area geografica piuttosto ristretta, giacché limitata ai feudi di pochi comuni, appena otto, intorno al Monte Amiata, nel Grossetano. A sancire il definitivo passo ufficiale è stata la pubblicazione avvenuta sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea di mercoledì 14 dicembre. Il provvedimento di esecuzione è il numero 1297 e tale atto determina la conseguente iscrizione della denominazione “Seggiano? nel registro delle denominazioni d’origine e delle indicazioni geografiche protette. Un passo lungamente atteso cui hanno lavorato in tanti per tutelare e contraddistinguere un territorio che fonda la propria identità facendo perno in via esclusiva sulla cultivar Olivastra Seggianese, una varietà che domina il paesaggio degli oliveti degli otto comuni che ne fanno parte:  Arcidosso, Castel del Piano, Cinigiano, Santa Fiora, Roccalbegna, Seggiano, Semproniano e, infine, una parte del feudo di Castell’Azzara.

«È una soddisfazione grande - esordisce il presidente del Consorzio Oriano Savelli. Ci abbiamo creduto tutti e ora il risultato ci premia, ancor più per il fatto che la nostra è la Dop dell’olio numero 40, tra tutte quelle ottenute dall’Italia finora, cui si aggiunge anche una Igp. Un bel traguardo, pensato a difesa non di una generica italianità, ma di un‘italianità che sposa e premia il singolo territorio, valorizzandone indirettamente anche il paesaggio e le tradizioni agricole». L’area di produzione segue dunque il limite della diffusione della varietà Olivastra Seggianese e si estende per l’esattezza a Nord, proprio dove il fiume Orcia costituisce il confine naturale; procedendo a Est, fin verso la provincia di Siena; quindi a Sud-Sud-Est, fino alla località di Selvena, nel comune di Castell’Azzara; infine a Sud e ad Ovest, arrivando fino ai comuni di Semproniano, Roccalbegna, Arcidosso e Cinigiano, in oliveti degradanti fin verso la pianura della Maremma.

«Gli oli dell’Amiata sono molto apprezzati dai consumatori - spiega Oriano Savelli. Ora che gli oli da Olivastra Seggianese hanno il marchio Dop Seggiano sono  più tutelati». Il consumatore potrà affidarsi alle garanzie offerte dalla Dop perché c’è un disciplinare di produzione che segue passo passo tutti i passaggi che vanno dalle olive all’olio; per giungere infine a tavola, dove più si apprezza la bontà degli extra vergini Seggiano, buoni non solo a crudo, ma anche in cottura, ideali per condire per esempio i tortelli alla maremmana, ma anche altre specialità del territorio, ma non solo del territorio, perché essendo molto versatili, sono adatti a tutte le cucine, anche quelle estere. Avendo infatti un buon effetto condente, basta versarne poche gocce per raggiungere lo scopo e condire egregiamente con una materia prima di altissima qualità. E intanto, per festeggiare l’ufficializzazione della Dop, non resta altro che invitare tutti gli italiani, ma anche i consumatori di tutta Europa, e del resto del mondo, a porvarne direttamente la bontà. Sono oli che si abbinano volentieri con insalate verdi, pinzimoni, zuppe di legumi, creme di verdure, grigliate di carne, ma – provare per credere – sono oli aperti anche a una pluralità di impieghi.


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Clima impazzito e forti piogge. Ma la vendemmia 2011 sarà ottima.

Seppur con un'annata con sbalzi di temperatura e livelli di piovosità elevati l’andamento di questa vendemmia si sta orientando verso un risultato che, se settembre decorrerà nel migliore dei modi, non esclude la possibilità di firmare un millesimo di alto livello in quasi tutte le regioni italiane ( Fonte: Italia a tavola)


Mamertino, il vino dell’Imperatore oggi caduto nell’oblio.

Conosciuto sin dai tempi dei Romani, è uno dei più antichi della storia. Dal 2004 è stata riconosciuta la Doc. Eppure questo vino dai natali illustri è, immeritatamente, poco conosciuto all’estero. La zona in cui nasce il Mamertino Doc si trova nel lembo nord-orientale della Sicilia. (Fonte: Italia a tavola)


Nasce Euvite

Cinque aziende calabresi, in rappresentanza di cinque diversi terrori regionali, hanno dato vita ad Euvite, un'associazione per dare una voce forte alla necessita' di divulgare la conoscenza del patrimonio viti-enologico calabrese.
Euvite rappresenta le aziende Librandi di Ciro' Marina; Statti di Lamezia Terme; Serracavallo di Cosenza; Malaspina di Melito Porto Salvo ed I Poderi Marini di San Demetrio Corone.


VINEXPO. La Sicilia del vino di qualità alla Biennale di Bordeaux

Sono 27 le cantine siciliane che, sotto la guida dell’IRVV, parteciperanno al Vinexpo di Bordeaux.
Più di 350 vini in degustazione, 16 vitigni rappresentati tra autoctoni e internazionali, costituiscono per la delegazione del vino siciliano a Bordeaux un primato mai eguagliato in precedenza. Protagoniste le cultivar dell’isola: Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Grillo, Inzolia, Catarratto, Carricante, Moscato di Noto, Moscato di Siracusa, Zibibbo, Malvasia delle Lipari.


Per la Sicilia del vino l'obiettivo è l'export

Brasile, India e Norvegia fra le tappe scelte dall’Istituto regionale della vite e del vino per la campagna 2012. Le aziende vitivinicole siciliane interessate a partecipare e a far conoscere i propri vini all'estero, hanno tempo fino al 30 settembre per produrre la domanda di adesione all’Irvv
Source: Feed di Italia a Tavola


Vino: vendemmia verso minimo storico

42 milioni ettolitri, Francia ci sorpassa con 49
La vendemmia scivola sotto i 43 milioni di ettolitri e rischia di segnare un minimo storico. Dal 1957 solo una volta la produzione di vino è scesa così in basso, nel 2007. Le previsioni dell'Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e dell'Uvi (Unione italiana vini) vedono l'Italia in calo del 10% a 42,260 milioni di ettolitri di nuovo dietro alla Francia che con un aumento dell'8% si consacra primo produttore al mondo con 49 milioni di ettolitri.


Stime produzione 2001. Sicilia -20%

Anche quella di quest’anno non sembra una vendemmia particolarmente abbondante per i viticoltori siciliani. E questo non dipende solo dalle estirpazioni con premio, dagli abbandoni e dalla vendemmia verde, il cui peso peraltro è piuttosto rilevante. A contenere i volumi ci ha pensato anche il meteo, i problemi climatici veri sono venuti con le temperature torride di agosto e con la mancanza di piogge. Le stime fatte fino a questo momento, comunque, potrebbero ulteriormente volgere al negativo se dovesse perdurare il caldo e la siccità.


Vino: l'aumento delle temperature ne cambia le caratteristiche

L'aumento delle temperature climatiche “spinge? i vigneti verso nord. Ciò crea nuove prospettive per zone vocate come, ad esempio, quelle dell'Etna. In quelle zone, infatti, si stanno impiantando vigneti sopra i mille metri. Secondo Attilio Scienza, però, le grandi problematiche enologiche del futuro non sono legate alla temperatura: "I cambiamenti climatici ci sono sempre stati. Il vero problema è la gestione dell'acqua".



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 Gaetano Scialabba