Numero 8 - Anno I
Sabato, 03 Dicembre 2011
Direttore Alessandra Verzera
Vino, in dieci anni “bruciati� oltre 120 mila ettari di vigneti PDF Stampa E-mail

Nel 2000-2010 l’Italia ha visto la perdita del 15,6% delle sue superfici vitate che sono scese da 772 mila a 652 mila. Molteplici i fattori che hanno portato al decremento. Più contenute le perdite nello stesso periodo in Francia (-9,6%) e in Spagna (-9,4%) (M.Ma.)

 

Disarmanti le notizie che divulga Fedagri, la Federazione Nazionale delle Cooperative Agricole ed Agroalimentari, attraverso la voce di Adriano Orsi (foto nel titolo) durante l’assemblea delle cooperative vitivinicole in corso in questi giorni a Barolo (CN) presso le Cantine “Terre da Vino�.

Nell’ultimo decennio fino a prima di quest’anno, infatti, il nostro Paese ha accusato «una preoccupante riduzione strutturale delle produzioni – dice il Presidente Orsi – e occorre immediatamente un drastico cambio di rotta delle politiche comunitarie». La contrazione delle superfici a vigneto, infatti, è stata acutizzata dalle norme dell’UE che prevedono un premio per la non-produzione, ossia laddove si ricorra alle estirpazioni o alla vendemmia verde, con misure che talvolta distruggono prodotti di qualità.


Se a ciò si aggiunge che la campagna vitivinicola 2011-12 non ha superato la soglia dei 41 milioni di ettolitri, confermandosi come la peggiore degli ultimi 50 anni, il pasticcio è ben visibile a tutti. Basti immaginare che solo quest’anno sono state accolte domande di estirpazioni per 9.300 ettari (prevalentemente da Sicilia, Puglia ed Emilia Romagna) che, aggiunti ai 22.300 delle due campagne precedenti, raggiungono un totale di 31.600. E pensare che a questi dati mancano i 13.000 ettari della sola Sicilia “zittiti� a vendemmia verde, ossia la raccolta tra luglio e agosto dei grappoli ancora immaturi, al fine di innalzare le qualità a discapito delle quantità.

 

Paradosso italico? forse sì, non ci stupiamo, anche se qualche notizia positiva ci viene dall'export. L'Italia, infatti, (almeno qui) consolida il primato tra i Paesi fornitori in volume (+8%) e in valore (+13%), anche in quest'ultimo range siamo eterni secondi dietro i cugini di Francia.

 


Marcello Malta


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Clima impazzito e forti piogge. Ma la vendemmia 2011 sarà ottima.

Seppur con un'annata con sbalzi di temperatura e livelli di piovosità elevati l’andamento di questa vendemmia si sta orientando verso un risultato che, se settembre decorrerà nel migliore dei modi, non esclude la possibilità di firmare un millesimo di alto livello in quasi tutte le regioni italiane ( Fonte: Italia a tavola)


Mamertino, il vino dell’Imperatore oggi caduto nell’oblio.

Conosciuto sin dai tempi dei Romani, è uno dei più antichi della storia. Dal 2004 è stata riconosciuta la Doc. Eppure questo vino dai natali illustri è, immeritatamente, poco conosciuto all’estero. La zona in cui nasce il Mamertino Doc si trova nel lembo nord-orientale della Sicilia. (Fonte: Italia a tavola)


Nasce Euvite

Cinque aziende calabresi, in rappresentanza di cinque diversi terrori regionali, hanno dato vita ad Euvite, un'associazione per dare una voce forte alla necessita' di divulgare la conoscenza del patrimonio viti-enologico calabrese.
Euvite rappresenta le aziende Librandi di Ciro' Marina; Statti di Lamezia Terme; Serracavallo di Cosenza; Malaspina di Melito Porto Salvo ed I Poderi Marini di San Demetrio Corone.


VINEXPO. La Sicilia del vino di qualità alla Biennale di Bordeaux

Sono 27 le cantine siciliane che, sotto la guida dell’IRVV, parteciperanno al Vinexpo di Bordeaux.
Più di 350 vini in degustazione, 16 vitigni rappresentati tra autoctoni e internazionali, costituiscono per la delegazione del vino siciliano a Bordeaux un primato mai eguagliato in precedenza. Protagoniste le cultivar dell’isola: Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Grillo, Inzolia, Catarratto, Carricante, Moscato di Noto, Moscato di Siracusa, Zibibbo, Malvasia delle Lipari.


Per la Sicilia del vino l'obiettivo è l'export

Brasile, India e Norvegia fra le tappe scelte dall’Istituto regionale della vite e del vino per la campagna 2012. Le aziende vitivinicole siciliane interessate a partecipare e a far conoscere i propri vini all'estero, hanno tempo fino al 30 settembre per produrre la domanda di adesione all’Irvv
Source: Feed di Italia a Tavola


Vino: vendemmia verso minimo storico

42 milioni ettolitri, Francia ci sorpassa con 49
La vendemmia scivola sotto i 43 milioni di ettolitri e rischia di segnare un minimo storico. Dal 1957 solo una volta la produzione di vino è scesa così in basso, nel 2007. Le previsioni dell'Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e dell'Uvi (Unione italiana vini) vedono l'Italia in calo del 10% a 42,260 milioni di ettolitri di nuovo dietro alla Francia che con un aumento dell'8% si consacra primo produttore al mondo con 49 milioni di ettolitri.


Stime produzione 2001. Sicilia -20%

Anche quella di quest’anno non sembra una vendemmia particolarmente abbondante per i viticoltori siciliani. E questo non dipende solo dalle estirpazioni con premio, dagli abbandoni e dalla vendemmia verde, il cui peso peraltro è piuttosto rilevante. A contenere i volumi ci ha pensato anche il meteo, i problemi climatici veri sono venuti con le temperature torride di agosto e con la mancanza di piogge. Le stime fatte fino a questo momento, comunque, potrebbero ulteriormente volgere al negativo se dovesse perdurare il caldo e la siccità.


Vino: l'aumento delle temperature ne cambia le caratteristiche

L'aumento delle temperature climatiche “spinge� i vigneti verso nord. Ciò crea nuove prospettive per zone vocate come, ad esempio, quelle dell'Etna. In quelle zone, infatti, si stanno impiantando vigneti sopra i mille metri. Secondo Attilio Scienza, però, le grandi problematiche enologiche del futuro non sono legate alla temperatura: "I cambiamenti climatici ci sono sempre stati. Il vero problema è la gestione dell'acqua".



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 Gaetano Scialabba