Numero 8 - Anno I
Sabato, 03 Dicembre 2011
Direttore Alessandra Verzera
Côte de Provence: cinque vini dal gran rapporto qualità/prezzo (di Luigi Salvo)

I vini di questa AOC francese, noti sopratutto nella la versione rosè, riescono a coniugare anche nelle tipologie bianco e rosso tre peculiari doti: qualità, abbinabilità e prezzi centrati. Ecco un tasting speciale effettuato "per caso" durante il "Vinul.ro Excellence Awards 2011" di Bucarest (L.Sa.)

Metti che quattro giudici di concorsi enologici internazionali si ritrovino a Bucarest, tre dei quali sono giornalisti (due italiani ed un olandese) ed uno enologo (francese), che quest’ultimo porti dalla Provenza sino in Romania i vini che produce per avere un parere tecnico dai colleghi, così dopo i canonici cinquanta vini testati nel corso della mattina al concorso Vinul.ro Excellence Awards 2011, ed altri sette a pranzo, i quattro giudici in questione, chi scrive, Roberto Gatti, Cristian Callec e Bruno Merle (foto),  fatta predisporre nell’hotel che li ospita un’apposita saletta per il tasting dei vini francesi, prima di andare a cena e sorbirsi un’altra decina d’interessanti vini romeni si dedichino con attenzione all’analisi di cinque vini di Provenza. Il risultato finale è una piacevolissima degustazione ricca di opinioni a confronto su terroir, tecniche di vinificazione, metodologie di affinamento e longevità della materia nella bicchiere.

Bruno Merle è enologo e proprietario di Domaine Bouisse-Matteri nell’AOC Côte de Provence,
è un francese, oltre che persona estremamente competente, straordinariamente affabile e di gran compagnia. Credo molto nel suo territorio ed alle tipologie di vino che produce tutte caratterizzate da ottima bevibilità, con innata gentilezza e modestia è felice di sottoporci i suoi “figli? ed attendere le nostre impressioni.


L’azienda si trova a Hyères in Côte de Provence che è la denominazione più estesa della Provenza, inizia dopo la città di Tolone fino alla città di Saint-Tropez, le vigne si trovano sia lungo la costa sia nell'entroterra, la sua superficie totale di questa AOC è di circa 20 mila ettari, il suo bellissimo territorio ha il valore aggiunto di una gran variabilità di suoli e di microclimi. Circa i tre quarti della produzione della denominazione sono costituiti da vini rosè, ottenuti dalle uve Grenache Noir, Cinsaut e Tibouren, mentre i vini bianchi sono prodotti con le uve Clairette, Rolle o Vermentino, Sémillon e Ugni Blanc o Trebbiano Toscano. Nella Côtes de Provence si producono anche vini rossi per lo più da uve Cabernet Sauvignon, Cinsaut, Grenache Noir, Mourvèdre, Syrah e Tibouren.

 

I vini di Bruno Merle sono piacevoli e variegati ed hanno una caratteristica molto importante: l’ottimo rapporto qualità prezzo. Eccoli nel dettaglio con le impressioni degustative.

Bianco Cuvée du Paradise 2010 - Semillion 90% e Vermentino 10%
È un bianco godibile, nel bicchiere è giallo paglierino tenue ed ha naso semplice ma intenso con chiare note di pera, pesca bianca e ritorni minerali. Il sorso è ricco di freschezza e sapidità con una bella chiusura in lunghezza. € 5.

Rosè Harmonie 2010 - Grenache 80% e Cinsaut 20%
Medaglia d’Oro al recente Concorso Vini di Provenza è il vino che più mi è piaciuto. Mostra accattivante colore ramato, naso intensissimo ed elegante, più sta nel bicchiere più effonde note fresche di fresia, piccoli frutti rossi, lamponi, soffice mineralità. Al palato è di medesima intensità e spessore, di lunghissima persistenza aromatica intensa. Rapporto qualità prezzo da oscar: solo € 6.

Bianco Harmonie 2010 - Rolle o Vermentino 100%
Fermentato in botti da 400 lt., nel calice è paglierino carico, al naso dispiega sentori di pesca, tiglio, erbe aromatiche e note burrose. In bocca è piacevolmente morbido dove emerge una lunga scia sapida. € 10.

Rosso Cuvée du Paradise 2010 - Syrah 70% e Grenache 30%
Ottenuto da vigne basse con 4000 piante x ettaro si presenta rubino con bordo trasparente, il profilo olfattivo è caratterizzato da chiara vinosità, note accentuate di ciliegia e lampone. Al palato evidenzia ancor di più la sua gioventù, con note di freschezza accompagnate sapientemente da tannini abbastanza integrati. € 5,50.

Rosso Harmonie 2010 - Syrah 70% e Grenache 30%
Fermentato in acciao svolge la malolattica in barriques nuove, nel bicchiere splendido rubino con riflessi porpora, ampio l’impatto olfattivo che si esalta con note selvatiche e minerali, dolci di ciliegia, fragola e sentori speziati. Al gusto di medesimo registro ha buona intelaiatura tannica ed adeguata lunghezza. È un vino in evoluzione dalle grandi potenzialità. € 14,50.

Luigi Salvo


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Clima impazzito e forti piogge. Ma la vendemmia 2011 sarà ottima.

Seppur con un'annata con sbalzi di temperatura e livelli di piovosità elevati l’andamento di questa vendemmia si sta orientando verso un risultato che, se settembre decorrerà nel migliore dei modi, non esclude la possibilità di firmare un millesimo di alto livello in quasi tutte le regioni italiane ( Fonte: Italia a tavola)


Mamertino, il vino dell’Imperatore oggi caduto nell’oblio.

Conosciuto sin dai tempi dei Romani, è uno dei più antichi della storia. Dal 2004 è stata riconosciuta la Doc. Eppure questo vino dai natali illustri è, immeritatamente, poco conosciuto all’estero. La zona in cui nasce il Mamertino Doc si trova nel lembo nord-orientale della Sicilia. (Fonte: Italia a tavola)


Nasce Euvite

Cinque aziende calabresi, in rappresentanza di cinque diversi terrori regionali, hanno dato vita ad Euvite, un'associazione per dare una voce forte alla necessita' di divulgare la conoscenza del patrimonio viti-enologico calabrese.
Euvite rappresenta le aziende Librandi di Ciro' Marina; Statti di Lamezia Terme; Serracavallo di Cosenza; Malaspina di Melito Porto Salvo ed I Poderi Marini di San Demetrio Corone.


VINEXPO. La Sicilia del vino di qualità alla Biennale di Bordeaux

Sono 27 le cantine siciliane che, sotto la guida dell’IRVV, parteciperanno al Vinexpo di Bordeaux.
Più di 350 vini in degustazione, 16 vitigni rappresentati tra autoctoni e internazionali, costituiscono per la delegazione del vino siciliano a Bordeaux un primato mai eguagliato in precedenza. Protagoniste le cultivar dell’isola: Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Grillo, Inzolia, Catarratto, Carricante, Moscato di Noto, Moscato di Siracusa, Zibibbo, Malvasia delle Lipari.


Per la Sicilia del vino l'obiettivo è l'export

Brasile, India e Norvegia fra le tappe scelte dall’Istituto regionale della vite e del vino per la campagna 2012. Le aziende vitivinicole siciliane interessate a partecipare e a far conoscere i propri vini all'estero, hanno tempo fino al 30 settembre per produrre la domanda di adesione all’Irvv
Source: Feed di Italia a Tavola


Vino: vendemmia verso minimo storico

42 milioni ettolitri, Francia ci sorpassa con 49
La vendemmia scivola sotto i 43 milioni di ettolitri e rischia di segnare un minimo storico. Dal 1957 solo una volta la produzione di vino è scesa così in basso, nel 2007. Le previsioni dell'Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e dell'Uvi (Unione italiana vini) vedono l'Italia in calo del 10% a 42,260 milioni di ettolitri di nuovo dietro alla Francia che con un aumento dell'8% si consacra primo produttore al mondo con 49 milioni di ettolitri.


Stime produzione 2001. Sicilia -20%

Anche quella di quest’anno non sembra una vendemmia particolarmente abbondante per i viticoltori siciliani. E questo non dipende solo dalle estirpazioni con premio, dagli abbandoni e dalla vendemmia verde, il cui peso peraltro è piuttosto rilevante. A contenere i volumi ci ha pensato anche il meteo, i problemi climatici veri sono venuti con le temperature torride di agosto e con la mancanza di piogge. Le stime fatte fino a questo momento, comunque, potrebbero ulteriormente volgere al negativo se dovesse perdurare il caldo e la siccità.


Vino: l'aumento delle temperature ne cambia le caratteristiche

L'aumento delle temperature climatiche “spinge? i vigneti verso nord. Ciò crea nuove prospettive per zone vocate come, ad esempio, quelle dell'Etna. In quelle zone, infatti, si stanno impiantando vigneti sopra i mille metri. Secondo Attilio Scienza, però, le grandi problematiche enologiche del futuro non sono legate alla temperatura: "I cambiamenti climatici ci sono sempre stati. Il vero problema è la gestione dell'acqua".



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 Gaetano Scialabba