Numero 6 - Anno I
Giovedì, 19 Aprile 2012
Direttore Alessandra Verzera
Un finale che scalda il cuore. Grappa, autorità che nobilita l’Italia PDF Stampa E-mail

Tipica dell’Italia Settentrionale ma ormai un fine pasto conosciuto nel mondo è la grappa. Un concentrato alcolico che regala una sferzata di energia con una gradazione non per tutti dal 37,5% al 60%. Il distillato prodotto dalle vinacce ha un carattere e un nazionalismo tutto italiano o quasi (F.Ra.)

 

La grappa viene prodotta nel nostro Paese e nella Svizzera italiana con la garanzia della legislazione europea. Grappa è il nome popolare che ci fa intendere l’acquavite di vinaccia che è prodotta dalla distillazione dopo la svinatura delle vinacce rifermentate. La qualità è proprio da valutare come per il vino, più le uve sono qualitativamente riconosciute, più il prodotto finale avrà pregio. Importanza da non sottovalutare ha anche l’impianto di distillazione e le capacità tecniche del distillatore. Assicurano un risultato ottimale gli impianti di distillazione a metodo discontinuo, quindi, sia a vapore sia a bagnomaria, che permettono la selezione delle singole partite di vinaccia e di grappa. Varie le sue tipologie, da quelle bianche più semplici a quelle che si possono fregiare d’invecchiamenti come le riserve affinate in legno.

Si trovano poi le grappe aromatizzate che hanno un’aggiunta di erbe, radici e frutti. Come si può ben intuire, nulla toglie a una grappa riserva di essere anche aromatizzata. Una caratteristica alla quale si deve fare attenzione, per non acquistare un prodotto credendolo particolarmente invecchiato e a un prezzo imbattibile, è il colore, la legge italiana permette l’edulcorazione, quindi l’aggiunta di zucchero, che se viene caramellato, conferisce al distillato una colorazione ambrata come si trova nei prodotti con un invecchiamento importante o riserve, quindi è bene notare a cosa sia dovuto.

 

Guardiamo alla sua storia, la grappa ha una certa età, ad esempio la Nardini a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, nel Veneto, nasce nel 1779; fa tornare alla mente le Guerre Mondiali attraverso gli alpini, che la utilizzavano per potersi scaldare nei periodi più rigidi, durante le battaglie più crude e forse anche per ripensare un po’ alla casa e alla famiglia sentendosi in compagnia. Nel Veneto i produttori di grappa sono molteplici, oltre a Nardini tra i più famosi si trovano Poli, Bonollo e Castagner che poi questo si è espanso con le sedi fino in Campania e in Sicilia e per la precisione a Marsala.


Anche in Friuli-Venezia Giulia uno storico produttore, la famiglia Nonino che dal 1897 offre prodotti di materie prime fresche e dal 1973 registra il termine “monovitigno? recuperando il Picolit, un vitigno autoctono friulano che rischiava di essere perso.


Andando verso il Nord-Ovest è di rigore fermarsi in Piemonte per assaggiare le grappe della distilleria Bocchino a Canelli e quelle di Marolo. Sembra che la tradizione non abbia stancato e anzi che con la progressione tecnologica sia anche migliorata, proponendo prodotti di qualità all’avanguardia, che non hanno concorrenti. Una sorta di gioia di lavorare sfruttando la sapienza dei tempi che furono, abbinata a un’ingegneria che ha portato ad apprezzare ancor di più il territorio. Un rispetto per la tradizione che rincuora, un amore per la famiglia e per il duro lavoro che fa desiderare un fine pasto che gratifica e fa sentire più uniti.

 

Federica Raccanelli

 


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Clima impazzito e forti piogge. Ma la vendemmia 2011 sarà ottima.

Seppur con un'annata con sbalzi di temperatura e livelli di piovosità elevati l’andamento di questa vendemmia si sta orientando verso un risultato che, se settembre decorrerà nel migliore dei modi, non esclude la possibilità di firmare un millesimo di alto livello in quasi tutte le regioni italiane ( Fonte: Italia a tavola)


Mamertino, il vino dell’Imperatore oggi caduto nell’oblio.

Conosciuto sin dai tempi dei Romani, è uno dei più antichi della storia. Dal 2004 è stata riconosciuta la Doc. Eppure questo vino dai natali illustri è, immeritatamente, poco conosciuto all’estero. La zona in cui nasce il Mamertino Doc si trova nel lembo nord-orientale della Sicilia. (Fonte: Italia a tavola)


Nasce Euvite

Cinque aziende calabresi, in rappresentanza di cinque diversi terrori regionali, hanno dato vita ad Euvite, un'associazione per dare una voce forte alla necessita' di divulgare la conoscenza del patrimonio viti-enologico calabrese.
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VINEXPO. La Sicilia del vino di qualità alla Biennale di Bordeaux

Sono 27 le cantine siciliane che, sotto la guida dell’IRVV, parteciperanno al Vinexpo di Bordeaux.
Più di 350 vini in degustazione, 16 vitigni rappresentati tra autoctoni e internazionali, costituiscono per la delegazione del vino siciliano a Bordeaux un primato mai eguagliato in precedenza. Protagoniste le cultivar dell’isola: Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Grillo, Inzolia, Catarratto, Carricante, Moscato di Noto, Moscato di Siracusa, Zibibbo, Malvasia delle Lipari.


Per la Sicilia del vino l'obiettivo è l'export

Brasile, India e Norvegia fra le tappe scelte dall’Istituto regionale della vite e del vino per la campagna 2012. Le aziende vitivinicole siciliane interessate a partecipare e a far conoscere i propri vini all'estero, hanno tempo fino al 30 settembre per produrre la domanda di adesione all’Irvv
Source: Feed di Italia a Tavola


Vino: vendemmia verso minimo storico

42 milioni ettolitri, Francia ci sorpassa con 49
La vendemmia scivola sotto i 43 milioni di ettolitri e rischia di segnare un minimo storico. Dal 1957 solo una volta la produzione di vino è scesa così in basso, nel 2007. Le previsioni dell'Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e dell'Uvi (Unione italiana vini) vedono l'Italia in calo del 10% a 42,260 milioni di ettolitri di nuovo dietro alla Francia che con un aumento dell'8% si consacra primo produttore al mondo con 49 milioni di ettolitri.


Stime produzione 2001. Sicilia -20%

Anche quella di quest’anno non sembra una vendemmia particolarmente abbondante per i viticoltori siciliani. E questo non dipende solo dalle estirpazioni con premio, dagli abbandoni e dalla vendemmia verde, il cui peso peraltro è piuttosto rilevante. A contenere i volumi ci ha pensato anche il meteo, i problemi climatici veri sono venuti con le temperature torride di agosto e con la mancanza di piogge. Le stime fatte fino a questo momento, comunque, potrebbero ulteriormente volgere al negativo se dovesse perdurare il caldo e la siccità.


Vino: l'aumento delle temperature ne cambia le caratteristiche

L'aumento delle temperature climatiche “spinge? i vigneti verso nord. Ciò crea nuove prospettive per zone vocate come, ad esempio, quelle dell'Etna. In quelle zone, infatti, si stanno impiantando vigneti sopra i mille metri. Secondo Attilio Scienza, però, le grandi problematiche enologiche del futuro non sono legate alla temperatura: "I cambiamenti climatici ci sono sempre stati. Il vero problema è la gestione dell'acqua".



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